L’abbandono sportivo in età giovanile

Abbandono sportivo

L’abbandono sportivo

L’abbandono sportivo è un fenomeno molto presente nei giovani atleti. In particolare, con l’arrivo dell’adolescenza, sono diversi i ragazzi che decidono di interrompere il proprio percorso sportivo perché insoddisfatti. Gli ultimi dati ufficiali presentati dall’ISTAT dicono che nel 2015 in Italia ha fatto sport il 70,3% dei ragazzi tra gli 11 ed i 14 anni. Dato che è sceso al 63,4% tra i 15 e i 17 anni e al 54% tra i 18 e i 24 anni.

Numeri importanti, numeri che non possono lasciare indifferente chi ama lo sport.

Quali studi sono stati fatti sull’abbandono sportivo?

Sono numerosissimi gli studi che negli anni hanno cercato di spiegare in modo chiaro i motivi dell’abbandono sportivo in età giovanile. Tra questi spicca il lavoro pubblicato nel 2015 da due ricercatori dell’Università canadese di Victoria, Jeff Crane e Viviene Temple, che, attraverso una revisione sistematica, hanno riassunto i dati provenienti da 43 differenti studi.

Tali studi, effettuati tra Europa e Nord America, hanno analizzato i motivi dell’abbandono in età giovanile in più di 20 differenti sport tra cui il calcio, il nuoto, la ginnastica, lo sci alpino, l’atletica leggera, il tennis, il rugby e il basket, coinvolgendo in totale quasi 470.000 atleti.

Quali aspetti sono stati indagati?

Seguendo un modello teorico di partenza, i ricercatori canadesi hanno suddiviso le difficoltà che portano un giovane ad abbandonare lo sport in tre macro categorie: i vincoli personali, i vincoli interpersonali e i vincoli strutturali.

I vincoli personali

Questi vincoli hanno a che fare con il rapporto tra la persona e lo sport in sé. In particolare si concentrano sulla percezione che l’atleta ha delle proprie competenze; sulla presenza o meno di divertimento; sulle pressioni intrinseche, come per esempio l’ansia o lo stress; sulle percezioni negative rispetto alle dinamiche di squadra o al rapporto con l’allenatore ed infine sulle complessità dovute all’età in relazione allo sport e al gruppo.

I vincoli interpersonali

Con vincoli interpersonali si intendono le pressioni che arrivano dall’esterno, per esempio dalla famiglia, dagli allenatori o dai coetanei, che possono facilitare o dissuadere la pratica sportiva; la presenza di altre priorità sociali o altre cose da fare ed infine la pratica di sport alternativi.

I vincoli strutturali

Infine, i vincoli strutturali sono esterni o non controllabili e coinvolgono gli infortuni, l’insufficienza di fondi, la mancanza di tempo oppure le difficoltà organizzative.

Quali sono i motivi dell’abbandono sportivo?

Al termine dello studio è emerso che in un’ottica generale i vincoli personali e interpersonali sono più frequentemente associati all’abbandono rispetto ai vincoli strutturali. Ma andando ad analizzare i dati con maggiore attenzione è possibile identificare due elementi, entrambi vincoli personali, che risultano incidere maggiormente nell’abbandono sportivo in età giovanile: il divertimento e la percezione che l’atleta ha delle proprie competenze. Sono dunque l’assenza di divertimento e una percezione negativa delle proprie capacità i due maggiori responsabili dell’abbandono sportivo in età giovanile.

Come comportarsi?

Questi risultati obbligano le società sportive e gli allenatori ad una riflessione attenta. Quello che emerge è che sono le posizioni estreme a favorire l’abbandono sportivo in età giovanile

, ad un approccio sportivo che ha come priorità la crescita tecnica e atletica degli atleti ma a patto di prevedere momenti di puro e sano divertimento. 

E , ad un approccio sportivo che ha come priorità il divertimento ma senza dimenticare che per accrescere le competenze degli atleti è necessario pretendere da loro impegno e costanza.  

Al termine di questo articolo credo sia possibile finalmente identificare in modo chiaro quel trucco utile a ridurre l’abbandono sportivo in età giovanile: l’equilibrio.

L’equilibrio è il miglior alleato di società sportive e allenatori!